Con ordinanza del 20 febbraio 2024, emessa in accoglimento di un ricorso proposto dallo Studio Ferraù & Associati, il Tribunale di Catania ha riconosciuto la responsabilità medico – sanitaria di un’Azienda Ospedaliera per un’errata diagnosi e per il conseguente errato intervento chirurgico, che ha determinato una recidiva della patologia ed un grave danno estetico alla paziente.
In particolare, i sanitari dell’Azienda Ospedaliera erano intervenuti per rimuovere una massa tumorale nella zona temporale del viso senza previamente compiere alcuni esami approfonditi che avrebbero consentito loro un intervento risolutore, evitando, così, l’insorgenza di recidiva poi manifestatasi.
Lo Studio Ferraù & Associati ha sostenuto il diritto della ricorrente al risarcimento del danno derivante dall’errore diagnostico e terapeutico, sulla scorta del criterio del “più probabile che non”.
L’adozione della condotta doverosa mancata (la corretta diagnosi e l’esatto approccio terapeutico chirurgico) avrebbe ridotto il rischio di recidiva, poi effettivamente verificatosi e, con essa, i successivi trattamenti chirurgici maggiormente demolitivi, le cure chemioterapiche ed il pregiudizio estetico inferto.
Ed infatti, anche i consulenti tecnici nominati d’ufficio hanno rilevato la sussistenza di profili di responsabilità sanitaria per mancata adesione alle linee guida.
Il Tribunale adito, anche sulla scorta di quanto accertato dal Collegio di consulenti tecnici d’ufficio, ha riconosciuto che “l’intervento chirurgico non è stato preceduto dagli esami radiologici e neppure dagli accertamenti di tipo istologico come invece previsto dalle linee guida” e che “gli omessi approfondimenti diagnostici hanno impedito di tipizzare la malattia e, per tal via, procedere ad una scelta terapeutica consapevole, così procurando un atto chirurgico incongruo rispetto alla patologia”.
In ragione di ciò, e recependo gli arresti della giurisprudenza di legittimità, è stato riconosciuto alla ricorrente un importante risarcimento per il danno subito.

